E’ ora di riorganizzarsi, di far decollare finalmente questa nostra orgogliosa formazione politica. Farla partire con una struttura responsabilizzata, pronta ad affrontare i prossimi anni con un chiaro messaggio politico.
La Destra è rappresentata nei consigli regionali del Lazio e della Campania, e da qui si può ricominciare con un nuovo percorso, a condizione che tutti comprendano che non è tempo di discussione sulle persone, ma sulla prospettiva politica. Tutti siamo necessari, nessuno è indispensabile.
L’esecutivo politico della scorsa settimana ha stabilito le tappe fondamentali della riorganizzazione del partito: si parte con i congressi locali. Secondo il regolamento che vareremo di qui a qualche settimana su proposta del dirigente dell’organizzazione, Bruno Esposito, entro la fine di luglio dovremo eleggere tutti i segretari regionali e provinciali.
Nel regolamento bisognerà anche prevedere una quota minima di rappresentanza: sì all’elezione diretta, ma sapendo che ha un valore intangibile se effettivamente rappresentativa di una quota consistente di iscritti.
Ai congressi regionali parteciperanno i delegati eletti dai congressi provinciali. Ai congressi provinciali parteciperanno gli iscritti alla data del 20 maggio. A ciascuna Federazione e a ciascuna Regione saranno assegnati col regolamento obiettivi minimi da raggiungere pro-quota.
Poi, la politica. La Destra deve essere schierata dalla parte della sofferenza.
Chi deve votarci? Ci deve votare chi sta male, chi è senza rappresentanza. Ed è sempre di più la gente che sta in condizioni pesanti, di disagio sociale reale.
Voglio un partito che sappia rispondere al malessere manifestato da chi si è astenuto o si è rifugiato nella scelta “grillina” laddove si è palesata. Malessere che è sfociato anche nei consensi verso la Lega come verso il movimento di Di Pietro.
Non è un problema di coalizione, è un problema della politica quello della rappresentanza sociale. Se si pensa che in elezioni di medio termine non vince l’opposizione, ma chi governa, vuol dire che l’alternativa di comportamenti e di politiche non si intravede. Ed è un merito di Berlusconi, probabilmente, ma questo non vuol dire che sarà sempre così in futuro.
Noi dobbiamo essere pronti all’appuntamento con il futuro, quando la politica si scomporrà e si ricomporrà: le idee della Destra dobbiamo essere in grado di portarle avanti con le nostre forze.
Fisserò nei prossimi giorni una serie di riunioni interregionali per verificare la situazione territoriale e ripartire con nuovo entusiasmo.
Ora l’appuntamento è con il tesseramento. Presso le strutture territoriali o attraverso internet, con il sistema di iscrizione on-line a La Destra. Per chi vuole partecipare, questo è il momento.
Vi aspetto.
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